Provincia di Olbia-Tempio

La provincia di Olbia-Tempio, una delle provincie di recente istituzione, si affaccia a nord sul Mar di Sardegna, uno stretto canale che la separa dalla Corsica, e ad est sul Mar Tirreno; confina ad ovest con la Provincia di Sassari e a sud con la Provincia di Nuoro.

La città più importante della provincia è Olbia, che con oltre 40.000 abitanti è diventato uno dei maggiori centri della Sardegna Nord Orientale, grazie anche alla presenza di uno aereoporto secondo per importanza solo a quello cagliaritano.

Particolarità di questa provincia è il dialetto gallurese, un dialetto che si avvicina molto a quello del sud della Corsica, parlato principalmente a Tempio Pausania e in generale in quasi tutta la Gallura, da Badesi a San Teodoro, fatta esclusione per Olbia, Luras, parte dell'agro di Golfo Aranci e di Budoni, dove, come nel resto della provincia, si parla la lingua sarda nella sua variante logudorese settentrionale.

Il territorio della provincia di Olbia-Tempio

Il territorio della provincia di Olbia-Tempio abbraccia la regione della Gallura, e comprende la costa nord-orientale della Sardegna, tra cui la Costa Smeralda, e l'Arcipelago della Maddalena. Sono inoltre incluse nella Provincia la parte settentrionale della regione del Montacuto, una piccola parte della Baronia e il versante orientale del Lago del Coghinas.

Oltre alla Costa Smeralda, che non ha certo bisogno di presentazioni, lungo la costa della provincia si trovano diverse località costiere di grande bellezza, dotate di infrastrutture turistiche e strutture ricettive di qualità. Spostandosi dalle coste verso l'interno, si incontrano i profili aguzzi delle montagne di granito e del Limbara, la cima più alta della regione, la Piana dei Grandi Sassi o Valle della Luna, un vasto altipiano costellato da rocce granitiche isolate o raggruppate, la catena dei Monti Ultana e il lago del Liscia. Uno dei monumenti naturali di maggior rilievo è Lu Monti Incappiddatu, detto anche "il fungo" per la sua particolare forma, che si trova vicino al centro urbano di Arzachena.

Il territorio della provincia ospita inoltre la Padula di Lu Saloni (o stagno Saloni), una piccola "zona umida" di grande interesse naturalistico situata tra Cannigione e Arzachena, che con i suoi 387 ettari di superficie costituisce un’oasi di protezione faunistica nella quale nidificano e svernano molte specie di uccelli acquatici, tra cui il pollo sultano, il falco di palude e l'airone.

Olbia e dintorni

La città di Olbia, inserita in un ampio golfo naturale delimitato dalle isole di Tavolara e Molara, si presenta al turista come una città moderna e piena di vita, dotata di un aeroporto che funge da principale scalo turistico per la vicina Costa Smeralda.

La città, probabilmente fondata dai Punici tra il VI e il IV secolo a.C., passò successivamente sotto il dominio dei Romani, e grazie alla fiorente attività del suo porto divenne un importante centro di collegamento con Ostia; tra le testimonianze risalenti al periodo romano, conserva il foro, le terme e l'acquedotto. Olbia divenne poi capitale giudicale intorno al 1000 col nome di Civita o Terranova, e vide svilupparsi il suo centro storico intorno all'imponente chiesa romanica di San Simplicio.

La Basilica di San Simplicio, dedicata all’omonimo vescovo e martire, oggi patrono della città di Olbia, è il più importante ed antico monumento religioso della Sardegna nord-orientale. Edificata a partire dall’XI secolo e successivamente ampliata nel XIII, sorge su una piccola collina al centro della città, sul luogo in cui sorgeva una chiesetta paleocristiana. La basilica, realizzata in stile pisano con influssi lombardi, è quasi interamente in granito. La facciata è tripartita da due lesene, arricchita da una grande trifora che orna il frontone, a sua volta decorato da quattro bacili di ceramica; le facciate laterali sono suddivisi da lesene e ornate da una doppia fila archetti romanici, così come l’abside, sul retro dell'edificio. L'interno è a tre navate, divise da arcate sostenute da pilastri e colonne, alcune decorate da capitelli romanici ornati con motivi antropomorfi, o con teste di capra o di muflone; al centro dell'abside si notano due affreschi sbiaditi, nei quali si riconoscono San Simplicio e San Vittore, vescovo della città dopo il 595. Nel presbiterio, sotto l'altare, è conservato il seicentesco busto in legno policromo raffigurante San Simplicio, insieme al reliquiario.

Nei dintorni di Olbia si possono visitare due siti preistorici molto interessanti: il complesso nuragico di Cabu Abbas, composto da una torre con pozzo centrale e da un ampio recinto megalitico, e il pozzo sacro Sa Testa, un ampio cortile lastricato nel quale si apre un ingresso che conduce alla camera sotterranea dove sgorga la sorgente.

Tra i graniti del massiccio di Cugnana, sorge San Pantaleo, un grazioso paese nato alla fine del XIX secolo intorno ad una chiesa campestre intitolata all’omonimo santo. Principale attrattiva del paese è la sua posizione alta e privilegiata, dalla quale si può godere di una vista panoramica che copre gran parte della vicina Costa Smeralda. Molto caratteristica è inoltre l’architettura del centro storico, con le sue basse casette in granito che colorano di grigio e azzurro tutto il paese. Grande importanza ha la produzione artigianale di questo vivace paesino, in particolare la lavorazione delle ceramiche.

Tempio Pausania e dintorni

Tempio Pausania, immersa in un paesaggio rigoglioso, ricco di laghetti e fonti, è una importante località gallurese rinomata per l'estrazione del granito e per la lavorazione del sughero, oltre che per le sorgenti termali di Rinaggiu, alle pendici del monte Limbara, dalle quali sgorga un’acqua povera di minerali e dalle grandi proprietà terapeutiche. Le sue origini risalgono al periodo romano, quando le due stazioni di Gemellae e Templum vennero unificate; il nome di Tempio Pausania compare per la prima volta nel 1173, in un accordo stipulato tra il vescovo di Civita e la città di Pisa.

Antico capoluogo della Gallura, Tempio Pausania nasconde tra le sue numerose costruzioni moderne il suo vecchio centro storico, con i suoi palazzi in pietra granitica dai caratteristici balconi in ferro battuto. Non lontano dalla centrale piazza Gallura, che ospita i principali edifici pubblici, si trovano la Cattedrale, di origini quattrocentesche, l’Oratorio del rosario e la piccola chiesa di santa Croce. Dalla vetta del monte Limbara, a sud del paese, si può godere di un panorama che spazia dal golfo di Sassari alle scogliere delle Bocche di Bonifacio.

Nuchis è una piccola frazione di Tempio Pausania situata all'interno di un fitto bosco di sugherete ornato da spettacolari formazioni granitiche. Fondata intorno all'anno 1000, Nuchis conserva alcune testimonianze storiche di notevole interesse culturale, come la chiesa dello Spirito Santo, costruita con granito a vista nel XIII secolo, che ospita due preziosi crocifissi lignei del XVII secolo, la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, edificata nel 1529, anch'essa costruita integralmente con cantoni di granito e decorata con affreschi, la chiesetta di Santa Croce, risalente al XVII secolo, che presenta una facciata a capanna con campanile a vela, e infine la chiesa di San Salvatore, edificata nel 1891, decorata con conci di granito a vista. Nei dintorni di Nuchis si trovano inoltre il complesso nuragico di Agnu, la fonte sacra di Li Padadini e la tomba dei giganti di Pascaredda.

Santa Teresa di Gallura

Santa Teresa di Gallura è una cittadina che si affaccia sulle Bocche di Bonifacio, situata su un promontorio a nord della Sardegna. Già nota nel periodo romano con il nome di “Lungonis", era un famoso porto commerciale utilizzato principalmente per smerciare il granito estratto dalle cave delle località vicine; successivamente fu invasa dai saraceni e passò sotto il dominio dei giudici di Arborea, i quali fecero costruire un castello poi distrutto dai Genovesi. Negli anni successivi, per ben due secoli, la zona fu rifugio di contrabbandieri e pirati, fino a quando, nel XVI secolo, la zona venne presidiata dai militari. Nel 1808, grazie all’insistenza dell’ufficiale piemontese Francesco Maria Magnon, re Vittorio Emanuele I sancì la nascita di Santa Teresa delimitandone i confini territoriali. Il nome doveva essere dedicato a Maria Teresa d'Austria, moglie di Vittorio Emanuele I, ma questa volle dedicarlo a S. Teresa.

Il centro abitato della cittadina si sviluppa attorno alle due insenature di Porto Longone, che ospita il piccolo porto, e di Rena Bianca, località turistica dalle spiagge di sabbia candida e finissima. Alla bellezza delle spiagge si unisce la bellezza dei monumenti e delle poche ma significative testimonianze del passato, tra cui il villaggio nuragico di Lu Brandali, del quale sono ancora visibili le fondamenta delle capanne e i recinti per gli animali, nelle cui vicinanze sono stati rinvenuti i resti di una tomba dei giganti.

Di epoca più recente la Torre di Longosardo, fatta costruire dal re Filippo II di Spagna nel XV secolo, e la chiesa del Nostro Signore di Buoncammino, edificata nel XVII secolo nel cuore di una pineta secolare dove anticamente sorgeva un santuario. Di particolare interesse storico sono i ruderi della batteria Ferrero, risalenti alla seconda guerra mondiale: postazioni di artiglieria, bunker, caserme, miniere a cielo aperto e collegamenti ferroviari per il trasporto di materiale bellico e roccia granitica.

Siti archeologici della provincia di Oblia-Tempio

  • Nuraghe Albucciu - Generalmente ritenuto abitazione fortificata del capo del villaggio, il nuraghe Albucciu si presenta come una struttura a forma di cono che si erge addossato ad un massiccio granitico. Il nuraghe, a pianta rettangolare, è composto da un corridoio trapezoidale che fungeva da ingresso, una scala che porta al bastione esterno, sul quale si trovano i resti delle torri, una camera ovale sul retro che comunica all’esterno con uno stretto cunicolo scavato nella roccia, e da una camera più grande, dove si riuniva la famiglia. All’interno del nuraghe, costituito da grossi blocchi di granito non rifiniti, sono stati ritrovati alcuni oggetti in bronzo, una statuetta votiva e un pugnale.
  • Tempietto di Malchittu – In un piccolo avvallamento, poco distante dal nuraghe Albucciu, si trova il tempietto di Malchittu, un edificio a pianta rettangolare che spicca tra gli altri tempietti che si possono trovare in Sardegna per l’ottimo stato di conservazione. Nell'atrio, dalla particolare forma quadrangolare, spicca la facciata del tempio, decorata da un piccolo frontone; superato l’atrio si trova la porta, delimitata in alto da un sottile architrave, che introduce nell’unica grande camera del tempio.
  • Tomba dei giganti di Coddu Vecchju - La tomba dei giganti di Coddu Vecchju si trova nella zona di Capichera, a circa 6 km da Arzachena, e presenta decorazioni in rilievo sulla stele centrale, che insieme al lastrone che copre il corridoio di sepoltura, assume il valore simbolico di porta verso l’aldilà.
  • Necropoli di Li Muri - La necropoli di Li Muri si compone di diversi lastroni di pietra conficcati nel terreno circondati da gruppi di pietre disposte in circolo, residuo di tumuli di terra e pietrame che coprivano ciascun sepolcro. Alcuni di questi cerchi ne hanno altri al loro interno, e formano così un vero e proprio recinto a più strati, al centro del quale si trova uno spazio quadrangolare delimitato da altre pietre conficcate nel suolo che costituisce la zona della sepoltura vera e propria.
  • Tomba di Li Lolghi - La tomba di Li Lolghi sorge su un’altura collinare a pochi Km da Arzachena, sulla quale svetta la stele monolitica, alta ben 3,75 metri, che chiude il corridoio sepolcrale, ai cui lati si trovano quattordici lastre conficcate nel terreno che delimitano l'area cerimoniale. Le dimensioni complessive del monumento sono il risultato di due fasi costruttive e di ampliamento: la parte più antica corrisponde alla tomba a galleria composta da tre lastre conficcate nel terreno, circondata da un recinto circolare che reggeva il tumulo di terra e pietre che ricopriva il lastrone; appartengono invece di ampliamento l'area cerimoniale ed il lungo corridoio interrato, coperto da lastroni.

Feste e tradizioni della provincia di Olbia-Tempio

La città di Tempio attira ogni anno numerosi turisti in occasione del Carrasciali timpiesu, il Carnevale tempiese. Protagonista incontrastato del carnevale è Sua Maestà Re Giorgio, la cui enorme figura seduta sul trono rappresenta il potere in tutte le sue forme. Per sei giorni Sua maestà Re Giorgio viene osannato, onorato e adulato. Alla sera del martedì grasso il Re, colpevole e artefice di tutti i mali della città e della vita, viene processato e bruciato sulla pubblica piazza, lasciando in erede un figlio che sarà Re Giorgio per il prossimo carnevale.

Attorno alla figura del Re sfilano una ventina di carri allegorici, la maggiore attrazione del Carnevale Tempiese, circondati da migliaia di figuranti in costume. Le sfilate si tengono il giovedì grasso, con l’ingresso in città di sua maestà, domenica, con lo sposalizio del Re, ed infine martedì grasso, con il processo e la condanna al rogo. Oltre le sfilate, il carnevale propone anche spettacoli e manifestazioni di contorno per grandi e piccini.

Ogni anno ad Olbia, tra l'11 e il 15 maggio, viene festeggiato San Simplicio, patrono della città, con una solenne processione, fuochi d'artificio e gare di poesia.