Cosa vedere a Cagliari e dintorni

Oltre ai palazzi e ai monumenti del centro storico, Cagliari offre numerosi siti archeologici ed ambienti naturali incontaminati che ben si prestano a suggestivi itinerari tra cultura e natura.

Aree di interesse archeologico

  • Necropoli di Tuvixeddu - È una delle più grandi e importanti del Mediterraneo, per varietà tipologica e per il discreto stato di conservazione delle tombe (oltre 1100 tra puniche e romane). In particolare, sono di eccezionale rilievo due tombe tardopuniche, entrambe dipinte (IV-III sec. d.C.), le cosidette Tomba Del Sid, il cui nome deriva dalla raffigurazione di un personaggio maschile, con elmo e lancia, identificato come il dio guerriero fenicio-punico Sid, e la Tomba Dell'Ureo, che contiene un fregio che raffigura un ureo alato, un serpente con disco solare, tipicamente fenicio.
  • Anfiteatro Romano - Costruito nel II sec. d. C., è la più importante testimonianza della Cagliari romana, nonché il più rilevante monumento di età classica esistente in Sardegna. L' anfiteatro, situato alle pendici del colle di Buon Cammino, era in parte scavato nella roccia e in parte costruito utilizzando blocchi calcarei estratti dalle cave nelle vicinanze. Tutto il monumento era rivestito di materiali pregiati, come mostra la grande quantità di sottili lastrine di marmo rinvenute negli scavi. L'anfiteatro, che poteva contenere fina a 10.000 spettatori, conserva la maggior parte delle gradinate ellittiche, la cavea, le recinzioni e i sotterranei. Gli spettacoli che vi si svolgevano erano vari: combattimenti dei gladiatori, pantomime, ma anche esecuzioni di sentenze capitali. Nel corso dei secoli l’anfiteatro è stato purtroppo soggetto a una lunga e inesorabile spoliazione protrattasi sino alla metà dell' Ottocento, e dell’imponente monumento ellittico sopravvive oggi solo la parte scavata nella roccia, mentre delle parti in muratura e dei rivestimenti non resta alcuna traccia. Ancora oggi l’anfiteatro, in parte coperto da una struttura lignea, ospita concerti e spettacoli durante la stagione estiva.
  • Villa di Tigellio – Il complesso, noto con il nome di Villa di Tigellio perché originariamente attribuito al ricco e stravagante cantore romano, comprende in realtà i resti di un elegante quartiere residenziale romano di età medio imperiale (II-III sec. d.C.). Nell’area sono visibili i resti di una struttura termale, di cui sono conservati resti del pavimento del calidarium, la stanza dei bagni d'acqua o di vapore, e di tre abitazioni signorili. Due di questo sono dette Casa del Tablino dipinto (il tablino era una sorta di studiolo di pertinenza del padrone di casa), nella quale sono stati ritrovati resti di pavimentazione a mosaico, e Casa degli Stucchi così detta dai resti delle decorazioni murali; della terza casa non rimane invece quasi nulla.
  • Grotta della Vipera – Costruita tra il I e il II secolo d. C., la cosiddetta Grotta della Vipera è in realtà una tomba scavata nella roccia, che si trova nella necropoli di Sant'Avendrace. L’ingresso della tomba riproduce la facciata di un tempio con colonne: è chiamata così per la presenza di due serpenti incrociati, simbolo di fedeltà coniugale, scolpiti ai lati del frontone. Il monumento fu dedicato dal romano Lucio Cassio Filippo alla moglie Atilia Pomptilla, per ricordarne la memoria e l'amore dimostratogli. Sulle pareti sono presenti alcune iscrizioni, dodici poesie in greco e in latino che esaltano la figura di Atilia e il suo amore coniugale: la leggenda narra infatti che Atilia avesse pregato gli dei perché prendessero la sua vita in cambio di quella del marito, gravemente ammalato; gli dei, impietositi, la accontentarono, e Filippo poté continuare a vivere grazie all'estremo sacrificio della moglie.
  • Nora - I ruderi della città di Nora, una delle più antiche città dell'lsola, comprendono  le terme, il tempio fenicio, il teatro romano, il forum lastricato, il condotto fognario, le abitazioni. Sul piccolo promontorio si trova  il santuario delle divinità salutari, di origine punica.

Aree di interesse naturale

  • Laguna di Santa Gilla - Lungo l'arco occidentale del golfo, immediatamente fuori Cagliari, si trova la laguna di Santa Gilla,  circa 4.000 ettari di acque che sbarrano l'espansione cittadina che da secoli ospita specie migratorie e nidificanti come il cormorano, la folaga, l'avocetta, il pollo sultano, il cavaliere d'Italia. Ma la presenza più straordinaria è costituita da una colonia di fenicotteri rosa.
  • Stagno di Molentargius - Con i suoi 500 ettari di superficie, lo stagno di Molentargius viene ancora utilizzato per l'estrazione del sale. Compiendo un lungo e lento percorso dai bacini esterni a quello centrale, separati tra loro da apposite saracinesche, l'acqua marina attraversa il canale di Is Arenas, immettendosi nelle vasche di Quartu, dove si conclude il processo di evaporazione. Già i Fenici sfruttavano questa zona per il sale, seguiti prima dagli spagnoli e poi dai piemontesi. Proprio questa attività ha impresso il nome Molentargius da su molenti, l'asinello sardo su cui si caricavano i sacchi di sale o che trascinava da terra le barche nei canali. L'interesse dello stagno non è però limitato alle sue possibilità economiche: l'area ospita uno straordinario patrimonio ornitologico, circa 200 specie diverse di uccelli.
  • Parco di Monte Urpinu - Il Parco di Monte Urpinu è il polmone verde della città di Cagliari, dalla cui sommità si può godere di splendide vedute panoramiche sulla città, sugli stagni e le saline, sul lungomare e sul porto. Prende il nome dalla volpe, che regnava sovrana quando il Monte era ancora una zona impervia ed abbandonata: appena realizzato il Parco venne chiamato Monte Volpino, trasformato poi in Urpinu dal nome in sardo della volpe nel dialetto del luogo. All’ingresso del parco è stato allestito un parco giochi per bambini, e inoltrandosi all’interno, tra ruscelli e specchi d’acqua, si trovano sentieri naturali, adatti per le escursioni, e sentieri in mattonelle, più adatti per le passeggiate.
  • Orto botanico - L’ orto Botanico di Cagliari si presenta come una piccola oasi di verde nel cuore della città. Inaugurato nel 1866 da Patrizio Gennari, l’Orto Botanico è situato in pieno centro storico, precisamente nella vallata Palabanda, un'area calcarea di 5 ettari compresa fra l'anfiteatro romano e la villa di Tigellio; quest'area fu scelta per le sue favorevoli caratteristiche climatiche, in quanto risulta protetta dai venti dominanti, in particolare dal maestrale. Oltre alle specie arboree e arbustive tipiche degli ambienti mediterranei (diversi tipi di quercia, pino, lentischio, erica, ginepro), colpisce la ricchezza di specie tropicali e subtropicali, oltre 500 famiglie, che grazie al clima favorevole hanno ormai raggiunto notevoli dimensioni: si possono trovare piante provenienti dalle Indie, dall’Africa e dal Madagascar, dall'America australe, dall'Arabia, dalla Cina, dal Giappone, dall' Australia e dalle isole dell'Oceania. In particolare, si può osservare l'esemplare più grande in Europa di Euforbia delle canarie (Euphorbia canariensis L.), e un Fico (Ficus magno) con eccezionali radici colonnari. Nell'area sono state create delle zone didattiche dotate di pannelli che descrivono gli ambienti o i singoli esemplari di particolare importanza; di recente realizzazione è la zona delle piante medicinali, che conserva oltre 150 specie di piante officinali suddivise in base all’utilizzo terapeutico consentito, e quelle delle piante utili (tessili, tintorie e alimentari). Su tutta la superficie dell'Orto Botanico si trovano inoltre numerose testimonianze di epoca romana particolarmente interessanti: vi sono presenti un sistema di cisterne, una vasca a forma di trifoglio, un Calidarium (grotta Gennari) e un Libarium, dove si dissetavano gli antichi attori romani che recitavano nel vicino anfiteatro.
  • Spiaggia del Poetto - È la principale spiaggia di Cagliari, nonché la più vivace dell’isola. Si estende per circa otto chilometri, dalla Sella del Diavolo sino al litorale di Quartu Sant'Elena. Il Poetto è una delle più belle spiagge cittadine del Mediterraneo; un lunghissimo litorale di 7km dominato dal promontorio della Sella del Diavolo. Il litorale del Poetto è divenuto la spiaggia più frequentata dai cagliaritani in ogni stagione dell’anno. Durante l’inverno infatti è il luogo ideale per trascorrere l’ora di pranzo degustando ricci di mare, d’estate si popola di bagnanti e dei numerosi frequentatori notturni presso i caratteristici chioschetti che offrono consumazioni e musica dal vivo.